Logo CCR
 
Domande e Risposte  




Che cos’è il conto corrente ?

Il conto corrente è un contratto con il quale la banca svolge un servizio di cassa per il cliente: custodisce i suoi risparmi e gestisce il denaro con una serie di servizi (versamenti, prelievi e pagamenti nei limiti del saldo disponibile).

Al conto corrente sono di solito collegati altri servizi quali carta di debito, carta di credito, assegni, bonifici, domiciliazione delle bollette, fido.
Il conto corrente è un prodotto sicuro. Il rischio principale è il rischio di controparte, cioè l’eventualità che la banca non sia in grado di rimborsare al correntista, in tutto o in parte, il saldo disponibile.
Per questa ragione la banca aderisce al sistema di garanzia denominato Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo, che assicura a ciascun correntista una copertura fino a 103.291,38 euro.
Altri rischi possono essere legati allo smarrimento o al furto di assegni, carta di debito, carta di credito, dati identificativi e parole chiave per l’accesso al conto su internet, ma sono anche ridotti al minimo se il correntista osserva le comuni regole di prudenza e attenzione.
Per saperne di più:
La Guida pratica al conto corrente, che orienta nella scelta del conto, è disponibile sul sito
www.bancaditalia.it , presso tutte le filiali della banca e sul sito della banca www.ccr.bcc.it.
Il conto corrente garantisce inoltre l'accesso ai servizi di pagamento. Con la prestazione di servizi di pagamento, la banca offre al proprio cliente la possibilità di effettuare e ricevere pagamenti a e da terzi, utilizzando il conto corrente acceso presso la stessa banca. Gli ordini di pagamento pervengono alla Banca o direttamente dal suo cliente pagatore oppure dal beneficiario, dietro rilascio, da parte del pagatore, di una preautorizzazione, conferita alla sua banca, di addebito sul conto del pagatore medesimo.
Appartengono alla prima categoria: il bonifico, il bollettino bancario Freccia, il MAV, il bollettino postale e le Ri.Ba.; appartiene alla seconda il RID.
I rischi per il cliente pagatore sono quelli connessi a disguidi tecnici (non giustificabili con i casi di forza maggiore) che impediscano all'ordine impartito di pervenire correttamente e nei tempi previsti sul conto del beneficiario, nel qual caso costui può chiedere, ove ne ricorrano i presupposti, i danni al pagatore ed eventualmente agli intermediari coinvolti.



Che cos’è l’IBAN ?

L’IBAN è un codice di 27 caratteri alfanumerici (cioè composto da numeri e lettere) che serve ad identificare il conto corrente. Sostituisce la funzione delle coordinate bancarie (ABI, CAB, numero di conto e CIN).

L’IBAN è composto da 27 caratteri con la seguente sequenza:
- due lettere che identificano la nazione;
- due cifre di controllo internazionale calcolato automaticamente dal sistema;
- vecchio CIN;
- il vecchio ABI;
- il vecchio CAB;
- il numero di conto a 12 cifre.

L’IBAN è riportato sull’estratto conto di ogni cliente.

La combinazione di lettere, numeri o simboli che la banca indica all'utilizzatore di servizi di pagamento e che l'utilizzatore deve fornire alla propria banca per identificare con chiarezza l'altro utilizzatore del servizio di pagamento e/o il suo conto corrente per l'esecuzione di una operazione di pagamento.
Ove non vi sia conto corrente, l'identificativo unico identifica solo l'utilizzatore del servizio di pagamento. Per i bonifici l'IBAN costituisce l'identificativo del conto del beneficiario.



Che cos’è la PSD ?

Il 1 Marzo 2010 è entrato in vigore il Decreto Legislativo che recepisce in Italia la Direttiva 2007/64/CE dell'Unione Europea "Payment Services Directive" (PSD), e regola la prestazione dei servizi di pagamento in euro o nella valuta di uno Stato appartenente allo Spazio Economico Europeo (Rientrano in questo i 27 Paesi della Comunità Europea più Liechtenstein, Islanda e Norvegia).

I servizi di pagamento regolati da questa nuova normativa sono operazioni quali prelievi, depositi, bonifici, RiBa, RID, MAV, operazioni effettuate con carte di credito e di debito, operazioni effettuate mediante dispositivi di telecomunicazione, digitali o informatici, e altri servizi simili. Restano esclusi dalla nuova normativa i pagamenti effettuati tramite assegni e cambiali.

Le nuove regole armonizzano le diverse norme nazionali in tema di servizi di pagamento, al fine di creare un unico mercato europeo con gli stessi diritti e obblighi in capo a tutte le banche e garantiscono una sempre maggior tutela per i clienti attraverso un maggiore livello di trasparenza.

Con l'entrata in vigore delle nuove disposizioni normative le Banche hanno provveduto ad adeguare le proprie procedure operative e a modificare i contratti già in uso, non solo per i nuovi clienti, ma anche per i clienti già in essere.

Il 5 Luglio 2010 è entrata in vigore la seconda parte della Direttiva PSD che ha riguardato incassi commerciali. Gli adeguamenti normativi previsti hanno sinteticamente riguardato i seguenti aspetti:

Ri.ba:
- per il debitore il pagamento sarà possibile entro l’orario di cut off della data di scadenza;
- la presentazione all’incasso dovrà essere disposta almeno 15 giorni lavorativi precedenti la scadenza per disposizioni allo sportello e 11 giorni lavorativi precedenti per disposizioni telematiche;
- gli incassi presentati oltre i termini verranno rifiutati o aggiornati alla prima data scadenza utile;
- per le presentazioni successive al 5 luglio l’accredito verrà eseguito il primo giorno lavorativo successivo alla scadenza;

Rid:
- i prodotti RID Commerciale e RID Utenze verranno unificati in un solo prodotto: il RID Ordinario;
- i termini di presentazione rimangono invariati se non per il fatto che non si potrà più presentare RID scaduti e non sarà più possibile inserire la data limite pagamento;
- gli incassi presentati oltre i termini verranno rifiutati o aggiornati alla prima data scadenza utile così come per le presentazioni in essere al 5 luglio;
- per le presentazioni successive al 5 luglio l’accredito verrà eseguito con data valuta pari alla data scadenza;
- sono previsti nuovi termini per la richiesta di rimborso dei RID pari a 8 settimane per i clienti consumatori. Per i clienti non consumatori e per le microimprese sono mantenuti inalterati gli attuali termini di rimborso;

Mav e Bollettini Bancari:
- la data valuta di accredito coinciderà con il giorno lavorativo successivo all’effettivo pagamento;



Cosa è la Mifid

La “Markets in Financial Instruments Directive” (MiFID) è la Direttiva approvata dal Parlamento
europeo nel 2004 che, dal 1° novembre 2007, introduce nei mercati dell’Unione Europea le nuove
regole per la negoziazione di strumenti finanziari.
Obiettivo della MiFID è quello di definire un quadro organico di regole finalizzato a garantire un
maggior livello di protezione degli investitori, a rafforzare l’integrità e la trasparenza dei mercati, a
disciplinare l’esecuzione organizzata delle transazioni da parte delle Borse, degli altri sistemi di
negoziazione e delle imprese di investimento e a stimolare la concorrenza tra le Borse tradizionali
e gli altri sistemi di negoziazione.
Le novità più significative introdotte dalla Mifid possono essere così sintetizzate:
- l’eliminazione dell’obbligo di “concentrazione degli scambi” sui mercati regolamentati, con la conseguente introduzione di nuove e alternative piattaforme di negoziazione (Sistemi multilaterali di negoziazione – MTF – e Internalizzazione Sistematica)
- una nuova e più stringente disciplina sulla esecuzione degli ordini alle migliori condizioni possibili per il cliente (best execution), valida per tutte le tipologie di strumenti finanziari
- una nuova classificazione della clientela (divisa in tre categorie: controparti qualificate, clientela professionale e clientela al dettaglio) con l’applicazione di regole di condotta e di tutela differenti a seconda della categoria di appartenenza
- l’elevazione della consulenza da servizio accessorio a servizio di investimento autonomo
- l’introduzione di una nuova disciplina in materia di conflitti di interesse, che va ad incidere sull’attuale assetto organizzativo degli intermediari e che prevede un rafforzamento delle regole interne per gestire i conflitti di interesse
- una specifica disciplina sugli incentivi (c.d. inducements), affinché sia dimostrato che tali incentivi non danneggino la qualità del servizio fornito al cliente, bensì siano volti ad accrescerla
- il rafforzamento del sistema dei controlli interni, mediante l’introduzione di nuovi livelli di controllo e di un complesso di regole più articolate circa le modalità di svolgimento delle diverse attività di controllo nell’ambito della prestazione dei servizi di investimento, con alcune deroghe in ragione delle dimensioni e della complessità delle attività svolte dai singoli intermediari (Criterio di Proporzionalità)



Servizio di Consulenza e Mifid 3

In seguito agli orientamenti interpretativi di dettaglio forniti dalla Consob nella Comunicazione n. 9019104 del 2 marzo 2009 inerente al “dovere dell’intermediario nella distribuzione di prodotti finanziari illiquidi”, vengono date nuove e più ampie interpretazioni al concetto di Consulenza rientranti in quella che viene definita Mifid di Livello 3.

Per “Consulenza in materia di investimenti” si intende la “prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo a una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. La raccomandazione è personalizzata quando è presentata come adatta per il cliente o è basata sulla considerazione delle caratteristiche del cliente. Una raccomandazione non è personalizzata se viene diffusa al pubblico mediante canali di distribuzione” (cfr. art. 1, c. 5-septies).

La Consulenza ai sensi MiFID deve avere ad oggetto specifici e determinati strumenti finanziari. Se ne deduce, quindi, che gli elementi caratterizzanti dell’attività di consulenza in materia di investimenti sono la personalizzazione e la specificità.
Ai sensi della regolamentazione ante MiFID, una Banca poteva fornire liberamente singoli consigli congiuntamente alla prestazione dei servizi d'investimento, in ragione della natura accessoria del servizio di consulenza.

Esemplificativamente si possono immaginare le seguenti modalità operative:

- Consulenza base caratterizzata da una bassa o moderata attività della Banca in servizi di investimento e dalla presenza di una clientela tipicamente prudente in materia di strumenti finanziari. In tal caso, la banca provvede a fornire un’assistenza personalizzata basilare attraverso la profilazione dei clienti (sulla base delle informazioni circa “conoscenze ed esperienze”, “situazione finanziaria” e “obiettivi di investimento”) e indirizzando le scelte degli stessi su prodotti a loro adatti.
- Consulenza Avanzata caratterizzata da un’elevata attività della Banca in servizi di investimento e da una clientela esigente in materia di strumenti finanziari. In tal caso, la banca, sulla base delle informazioni sulla clientela e fondando la prestazione del servizio su una conoscenza approfondita da parte dei propri operatori dei mercati/strumenti finanziari, provvede a fornire un’assistenza personalizzata formulando analisi dettagliate (es. simulazioni di portafoglio) e investendo in strumentazione informatica specializzata (es. “personal financial planning”) attraverso un continuo monitoraggio del portafoglio nel tempo.
L’art. 40 del Regolamento Intermediari prevede che, sulla base delle informazioni ricevute dal cliente, gli intermediari valutino (test di adeguatezza) che la specifica operazione consigliata nell’ambito del servizio di consulenza in materia di investimenti soddisfi i seguenti criteri:

- corrisponda agli obiettivi di investimento del cliente
- sia di natura tale che il cliente sia finanziariamente in grado di sopportare qualsiasi rischio connesso all’investimento, compatibilmente con i suoi obiettivi di investimento
- sia di natura tale per cui il cliente possieda la necessaria esperienza e conoscenza per comprendere i rischi inerenti all’operazione.

La Banca, nella valutazione di adeguatezza, adotta un approccio di tipo ‘multivariato’, considerando il set informativo a sua disposizione relativamente alle conoscenze, esperienze, profilo di rischio ed “holding period” del cliente, raffrontandole rispettivamente alla tipologia del prodotto finanziario, complessità, rischio emittente e mercato, rischio liquidità.



Cosa è il Capital Gain

Per capital gain si intende la plusvalenza (o guadagno in conto capitale) derivante dalla vendita degli strumenti finanziari, sinteticamente riassumibile come differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita.
Viene assoggettato a tassazione del 12,50 % (salvo casi particolari) con il D.Lgs n.461 del 1997, che introduce un riordino delle categorie dei “redditi di capitale” e dei “redditi diversi di natura finanziaria” ed introduce nuovi regimi di tassazione dei redditi.
Oltre al regime ordinario della dichiarazione con il quale il cliente assoggetta a tassazione il capital gain con le stesse modalità previste per il versamento delle imposte sui redditi, vengono introdotti i seguenti regimi:
- Risparmio Amministrato: in questo caso la tassazione viene effettuata completamente ad opera degli intermediari, dietro specifica scelta del contribuente, al momento della realizzazione della plusvalenza. Possono essere compensate con eventuali minusvalenze in precedenza accantonate sullo stesso cliente.
- Risparmio Gestito: in questo caso la tassazione viene applicata dall’intermediario, dietro specifica scelta del contribuente, in base al principio di maturazione dei redditi. Questo regime viene normalmente applicato in caso di investimenti in fondi comuni e gestioni patrimoniali.

La Banca   Prodotti e Servizi   Servizio Clienti   Comunicazione   Contatti
 
 
 
 

numero verde
info@ccr.bcc.it
Credito Cooperativo Reggiano S.C.
Sede Amministrativa: Via Pellegrini, 16 - 42019 Scandiano (RE)
C.F./P.Iva/Iscr.Reg.Imp.RE 01197360355
Cap. Soc. al 31/12/2015: € 30.017.192

© 2017 Credito Cooperativo Reggiano| Powered by Matrix Media srl